Di cosa si tratta?
Per la maggior parte dei rapporti di lavoro privati le dimissioni (e la risoluzione consensuale) devono essere comunicate solo in modalità telematica, con il modulo del Ministero del Lavoro. Una lettera consegnata a mano o un messaggio non bastano. Il lavoratore può farlo da solo con SPID o CIE, oppure tramite un soggetto abilitato come il patronato.
Prima di inviare le dimissioni è importante scegliere la data giusta: il contratto collettivo prevede un periodo di preavviso che dipende dal livello e dall’anzianità. Se non lo rispetti, il datore può trattenere un’indennità dalla busta paga finale. Bisogna anche sapere che le dimissioni volontarie, di regola, non danno diritto alla NASpI.
Il Patronato PUNTOCOM verifica con te contratto e preavviso, compila e trasmette il modulo e ti consegna la ricevuta. Se ci sono motivi gravi (stipendi non pagati, molestie, demansionamento) valutiamo con te la strada delle dimissioni per giusta causa e, se serve, ti indirizziamo a un consulente del lavoro o a un avvocato.
I nostri servizi
- Dimissioni volontarie telematiche
- Risoluzione consensuale
- Dimissioni per giusta causa
- Revoca delle dimissioni entro i termini
- Controllo di TFR, ferie e competenze finali
Chi può richiederlo
- Lavoratori dipendenti del settore privato che vogliono lasciare il lavoro
- Lavoratori che vogliono concordare la fine del rapporto con il datore
- Chi ha motivi gravi per lasciare subito il lavoro (giusta causa)
- Lavoratrici e lavoratori nel periodo protetto di maternità o paternità (con convalida presso l’Ispettorato)
Documenti necessari
Documenti di base
- Documento d’identità e codice fiscale
- Contratto o lettera di assunzione
- Ultima busta paga
- Dati dell’azienda (ragione sociale, codice fiscale o partita IVA, indirizzo PEC o email)
- Indirizzo email personale
In base alla tua situazione
- Prove del motivo, per le dimissioni per giusta causa
- Accordo scritto con il datore, per la risoluzione consensuale
- Documenti di nascita o adozione del figlio (periodo protetto)
L’elenco può variare in base alla tua situazione: ti confermiamo tutto prima dell’appuntamento.
Come funziona?
- Ci porti contratto e ultima busta paga
- Calcoliamo il preavviso e la data di cessazione
- Compiliamo il modulo telematico e lo trasmettiamo
- Ti consegniamo la ricevuta con codice identificativo
- Ti spieghiamo cosa controllare nella busta paga finale
Scadenze e informazioni importanti
- Revoca: le dimissioni telematiche si possono revocare entro 7 giorni dalla trasmissione, con la stessa procedura.
- Esclusi dalla procedura online: lavoro domestico (colf e badanti), pubblico impiego, dimissioni firmate in sede protetta (sindacale o di conciliazione) e alcuni altri casi.
- Periodo protetto: per le lavoratrici in gravidanza e i genitori nei primi anni di vita del figlio serve la convalida presso l’Ispettorato Territoriale del Lavoro.
- Dal 2025 (Legge 203/2024): un’assenza ingiustificata oltre il termine previsto dal contratto collettivo o, in mancanza, oltre 15 giorni può portare alla cessazione del rapporto per volontà del lavoratore, senza diritto alla NASpI. Non smettere di andare al lavoro senza prima chiedere consiglio.
Domande frequenti
Posso dimettermi con una lettera scritta?
Nella maggior parte dei casi no: serve la procedura telematica del Ministero del Lavoro. Fanno eccezione, tra gli altri, il lavoro domestico e le dimissioni firmate in sede protetta.
Quanto preavviso devo dare?
Lo stabilisce il contratto collettivo, in base a livello e anzianità. Lo calcoliamo leggendo il tuo contratto.
Se mi dimetto ho diritto alla NASpI?
Di regola no. Solo in caso di giusta causa o nel periodo tutelato di maternità/paternità.
Ho cambiato idea: posso annullare le dimissioni?
Sì, entro 7 giorni dall’invio puoi revocarle con la stessa procedura.
Cosa mi deve pagare il datore alla fine?
Ultimo stipendio, TFR, ferie e permessi non goduti, ratei di tredicesima e quattordicesima se previste. Ti aiutiamo a controllare la busta paga finale.
Non vengo pagato da mesi: cosa posso fare?
Puoi valutare le dimissioni per giusta causa, che danno diritto alla NASpI. Raccogliamo le prove e, se serve, ti indirizziamo a un consulente del lavoro o a un avvocato.
